venerdì 6 aprile 2012

Triduo, Sardegna e mille cose per la testa.

Ci siamo, il periodo delle grandi abbuffate sta per arrivare. Ebbene sì, Pasqua sta arrivando ed insieme a lei tutti i parenti.

Riassunta così la Pasqua perde tutta la sua magia, la sua sofferenza e tutto lo stupore e la gioia che dovrebbe comportare. 
Essendo anche educatrice di adolescenti in Oratorio, per trovare una Pasqua più "vera", più "intima" diciamo, ho partecipato insieme ai miei ragazzi (in tutto 30) ai riti del Triduo pasquale.
Tutto è partito ieri sera alle 21, con la celebrazione dell'istituzione dell'Eucarestia; bel mattone direte, ma in realtà è molto meno peggio di quel che si pensi.
La parte più "dura" ed "intensa" è stata la veglia notturna tra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo: dalle 23.30 fino a stamattina alle 7.00 la cappella dell'Oratorio (addobbata come una giardino degli Ulivi) non è mai stata vuota. Ricordo a tutti che i miei ragazzi sono adolescenti e probabilmente tutti penseremmo che un adolescente non può farcela, ma io oso contraddire tutti: ieri notte non ho mai visto i miei ragazzi così "presi"; leggevano, scrivevano, guardavano l'altare con una serietà che forse neanche io ho.
La parte forse meno bella è stato dormire sui materassini da campeggio con il sacco a pelo per tipo neanche 2 ore intere (si può ben capire che appena arrivata a casa sono collassata a letto e ne sono riemersa solo a mezzogiorno).
Ultima tappa del Triduo qui nell'hinterland milanese è la Via Crucis di stasera, altra mazzata pasquale, che però affascina, sempre e comunque.

Ho detto ultima tappa perchè domani mattina alle 6.00 del mattino un volo Easyjet mi porterà, insieme a madre e padre, ad Olbia per poi arrivare a Valledoria, dove i miei genitori hanno una casa. Passeremo la Pasqua lì, esattamente all'agriturismo Monte Istulargiu, dove mangerò come un vitello e dove i miei sensi di colpa per aver mangiato troppo inizieranno a farsi sentire.
Il soggiorno a Valledoria, che inizia domani e finisce mercoledì, è la ricarica giusta che mi ci vuole: mare, clima primaverile e pace. Certo, dovrebbe piovere, ma chissene; ho voglia di starmene in pace, con me stessa a trovare la voglia di ricominciare a studiare e ad impegnarmi a fare tutte le mille cose che devo fare.

Mille cose...sono davvero troppe. Lavoretti, studio, volontariato, relazioni, vita amorosa, casini personali, famiglia....c'è da perderci la testa. Ho bisogno di staccare e questa Pasqua intensa potrebbe essere l'occasione per staccare per 5 minuti il cervello.

Non so se scriverò dalle terre sarde, in ogni caso inizio a farvi gli auguri di buona Pasqua.
Un abbraccio.