martedì 26 febbraio 2013

10 ore da scrutatore (nella giornata di spoglio elettorale)

Nb: non è un post politico, non riuscirei mai a scrivere un post politico senza insultare qualcuno.

Ore 06.50: lo scrutatore si avvicina sonnolento presso la sezione in cui è situato il suo seggio. Fuori e buio e lui maledice il giorno in cui si è iscritto alle liste, perchè "manco quando devo fare gli esami mi devo svegliare così presto".

Ore 7.00, apertura seggi. Lo scrutatore non fa in tempo a sedersi che c'è già il primo votante (età media 70/80 anni) che scalpita per entrare in cabina. Il tempo medio di ricerca sul registro aumento in maniera record, anche perchè il cervello dello scrutatore (e dei suoi compari di sventura) non ha ancora iniziato a girare.

Ore 10.00, nel vivo della giornata. Da quando il seggio è aperto lo scrutatore vive in un mondo parallelo, dove il tempo si contrae e si dilata a suo piacimento; quando arriva un'ondata di elettori, un'ora vola in un attimo, quando non si fa niente i minuti non passano mai (storie di vissuta: io e i miei compagni scrutatori volevamo mangiare un biscotto alle 16; lo abbiamo mangiato alle 19).

Ore 12.00, la pausa. Lo scrutatore si pregusta la sua pausa di un'ora, pensando  di fare molto. In realtà ha giusto giusto il tempo di mangiare ed andare in bagno.

Ore 14.00, ultima ora di voto. Si è presi da un'incredibile euforia, si è carichi e si inizia a bere caffè a mille per essere pronti.

Ore 15.00, chiusura seggi ed apertura dei verbali di spoglio. L'entusiasmo è a mille, si schizza da una parte all'altra del seggio prendendo le stupidissime 1000 buste utilizzate per archiviare l'elezione. Mentre si prepara lo spoglio si pensa solo ad una cosa "Dio ti prego, fa che i conti quadrino".

Ore 18.00, fine spoglio Senato. Gli scrutatori sono distrutti dopo 2 ore di spoglio. La pausa serve per fargli riprendere l'uso di occhi (non tutti fanno una X decisa sul segno), le mani (le schede sono toste) prima di iniziare la Camera. Stazionano fuori dalla scuola, prendendo ultime sorsate di aria fresca, si precipitano in bagno e poi si avviano, un pelo fiduciosi, verso il seggio per il secondo spoglio.

Ore 21.00, fine spoglio Camera. Gli scrutatori sono trionfanti, i conti quadrano, hanno capito che non ci sarà maggioranza in Camera e si apprestano a correre per ultimare le 100000000000 pratiche burocratiche per poter chiudere il seggio. Si scherza e si fanno scherzi, si è più leggeri, ma più pirla (e non si può, il minimo errore ti fa finire in tribunale).

Ore 22.00, chiusura seggio. Il seggio viene chiuso e si riprende a far parte del mondo. Lo scrutatore non riuscire, per i prossimi giorni, a non parlare di ciò che ha visto/fatto/sentito; la febbre da seggio è ai massimi livelli (e se avete la fortuna, come la sottoscritta, di avere compagni di seggio simpatici e giovani, la febbre aumenta a livelli mai visti).

Ore 09.00 del giorno dopo, la sveglia. Lo scrutatore si sveglia e dice "Che bello, ho fatto il mio dovere, sono una persona responsabile"; la realtà lo colpisce un secondo dopo, in quanto il lavoro non è finito "Cavolo, lo spoglio delle Regionali!"



Ore 14.00: lo scrutatore entra in seggio, ma non sa quando uscirà. 

Tratto da una storia vera.