giovedì 25 ottobre 2012

Noi, giovani anziani.



Non giriamoci troppo intorno: i giovani d'oggi sono peggio dei loro nonni quando si tratta di dolori e affini e purtroppo non sto scherzando in quanto anche io rientro appieno nella categoria dei "giovani vecchi".

Nella foto: un gruppo di giovani anziani.


E' sempre più comune trovare un ragazzo sulla ventina che si lamenta di dolori articolari che neanche mia zia 104enne ha; "le ginocchia sono a pezzi", "ho la schiena bloccata", "la cervicale mi sta facendo impazzire" e chi più ne ha più ne metta.

Io gioco nel team "cervicale forever" e "le giunture non mi reggono più". Ho solo 23 anni e soffro di dolori che normalmente arrivano superata la cinquantina. Soffro regolarmente di mal di testa lancinanti, di collo (ovviamente) bloccato, di schiena a pezzi e bloccata per una buona parte dell'anno e di ginocchia/caviglie che cedono ad ogni cambio di tempo. Insomma, sono un bijoux di ragazza.
Ovviamente come ogni buona discarica ambulante che si rispetti, vivo in farmacia (e purtroppo non è un modo di dire, ci vivo sul serio).

Come i veri anziani con i dolori, anche noi giovani anziani ci dividiamo in due categorie:
1) chi fa uso ricorrente di medicinali (omoepatici e non ) anche per la pellicina del dito che si strappa;
2) chi fa lo stoico, dicendo che prendere l'aulin con regolarità a 23 anni sia l'inizio della fine.

Nella foto: una parte della mia personale scorta (perennemente in aumento)

Io, come si può ben capire dalla foto precedente, parteggio per il primo team: ho una soglia del dolore molto alta, ma onestamente se posso evitare di arrivare alla mia soglia più alta sono felice. Ok, avete ragione, non bisogna bombardarsi di farmaci, ma insomma, meglio soffrire o stare bene (anche se all'inizio un pò intontiti)?

A voi l'ardua risposta (io intanto prendo il Buscofen perchè, cari ometti, una donna in questi giorni HA necessariamente bisogno di farmaci).

Comunque non sono una rara eccezione della ventenne sfasciata: più della metà dei ventenni che conosco io ha qualche acciacco propriamente da non ventenne; come dire che siamo una gioventù sfasciata. Se penso che solo la scorsa domenica sono caduta sulle ginocchia e oggi, giovedì, fanno ancora male capisco quanto ormai sono più anziana che giovane ventenne.

Corro a comprare il cuscino per la cervicale che mi sta facendo impazzire, ci rivediamo la prossima volta con la rubrica delle 10 cose da non fare.
Viva le farmacie!